Il nostro lavoro di ricerca storica è stato finalizzato alla conoscenza, alla riscoperta e alla valorizzazione delle donne che, con il loro contributo, sono state particolarmente significative, sul piano sociale e culturale nel nostro territorio, quindi avrebbero dovuto avere riconoscimenti particolari e intitolazioni. Siamo partiti perciò da una analisi sui toponimi al femminile già esistenti a Venezia, centro storico, al Lido e a Pellestrina. Consapevoli che la toponomastica è un' indagine su una civiltà e la sua storia, attraverso le circostanze e le convinzioni che hanno suggerito di attribuire il nome di una località o un luogo pubblico, abbiamo iniziato questa nostra ricerca.

 

 

Aristide Gabelli

Nel corso degli anni le scuole del Lido e di Pellestrina hanno una storia di cambiamenti e di sedi non più utilizzate o con altre destinazioni d’uso. Ecco i risultati della nostra ricerca.

Negli anni ‘60 al Lido esistevano le scuole elementari: Gabelli (in via Sandro Gallo), Parmeggiani (a San Nicolò), Don Bosco (vicino al galoppatoio) e la P. Penzo (a Malamocco-Alberoni), la scuola media Vettor Pisani e l’istituto superiore, Liceo Classico e Scientifico P. Orseolo ll.

Nata a Venezia il 28 luglio 1886, operaia della Manifattura Tabacchi, dalla quale viene assunta nel 1901 grazie ad un attestato del comune che ne riconosce la condizione di "miserabile". Il contatto con la durissima realtà di quel lavoro di dieci, dodici ore al giorno, in un clima reso malsano dalle esalazioni del tabacco, la spinge ad aderire alla Camera del Lavoro.

Fu sindaco di Malamocco dal 1869 al 1880 (allora Malamocco era un comune fino al 1926 quando come molti altri comuni diventò un “quartiere” di Venezia)
È sepolta (sepolto?) nel cimitero di Malamocco.
La memoria storica dei lidensi sostiene che Osmida (o Orsmida) sia un maschio. Il Comune di Venezia invece, lo ha inserito nella toponomastica femminile.


 
Un libro d Daniele Manin pubblicato dalla Tipografia Repubblicana di Teresa Gattei nel 1848

Teresa Gattei è un figura di donna dell’800 che merita un particolare ricordo. Teresa è infatti un’editrice-tipografa: dirigeva l’azienda familiare che aveva sede a Santo Stefano a Venezia e che si era specializzata nella stampa di libretti teatrali. Fu molto attiva negli anni della Repubblica di Venezia e il suo coinvolgimento negli ideali democratici la legò a uno degli uomini dell’ esperienza repubblicana, Francesco Degli Antoni, che venne esiliato nel 1849 e seguì il Manin a Parigi, vivendo insieme al gruppo di profughi.


Dopo alcuni anni di esilio, Francesco Degli Antoni le comunicò di aver scelto di non voler tornare a Venezia e Teresa Gattei si suicidò gettandosi nel pozzo di San Trovaso il 21 Febbraio del 1857.