Era una tranquilla e serena giornata di sole e i bambini aspettavano con impazienza l'apertura del parco giochi."FATE ALMENO PASSARE IL CUSTODE" urlò una madre dal mezzo della folla. Il custode, vestito come il solito, giacchetta azzurro cielo e jeans neri strappati e sporchi, era riuscito a farsi spazio tra la folla di bambini e ad aprire il cancello. Si sentivano urla di gioia e richiami da parte delle madri preoccupate per i loro figlioli che ormai correvano dappertutto. 

Cinque minuti dopo, i bambini si erano già divisi nel parco per "categorie": quelli che volevano giocare a calcio avevano cercato due alberi e stavano facendo le squadre, quelli di basket erano giù al campo a fare tiri liberi e infine le bambine erano nel giardinetto a saltare la corda con una grazia innata. Era tutto perfetto ma c'era un pericolo in agguato: la vecchietta della casa di fianco al parco si era già armata di scopa e tanta cattiveria per scacciare i bambini dal parco. La signora Buckets aveva 83 anni, era piena di rughe e seguiva tutti i pomeriggi un telefilm che riteneva vitale. Ad un certo punto il silenzio più totale calò nel parchetto e i visi dei bambini diventarono tristi ed impauriti: la vecchietta aveva appena superato il cancello urlando brutte cose e mandando via i bambini. "QUI QUALCUNO STAREBBE CERCANDO DI RIPOSARE, SE NON L'AVETE NOTATO. VOI BAMBINI DI OGGI PERDETE IL TEMPO A GIOCARE E DIVERTIRVI, MA VOLETE VEDERE QUANTO VI SERVIRÀ ALLA MIA ETÀ???" Tutti erano tristi e arrabbiati nello stesso momento, qualcuno pianse e le madri stavano tirando per le braccia i poveri innocenti fuori dal parco, la situazione non poteva andare avanti così. I ragazzi che giocavano a calcio, sapendo che quello era l'unico posto per praticare il loro hobby, si ribellarono una volta per tutte. "VUOLE DIRMI CHE LEI NON È MAI STATA BAMBINA???" urlò un bambino riccio e biondo "LEO HA FAGIONE, ANCHE LEI VOLEVA DIVEFTIFSI DA BAMBINA" urlò un altro bambino con tutte le forze che aveva, pur non sapendo pronunciare la "R". La signora Buckets cadde in una profonda tristezza, quello che avevano detto era vero: da piccola, anche lei era come loro. I calciatori stavano per urlare di nuovo, ma si fermarono, la vecchietta ormai era indifesa e si era seduta su una panchina. "Sapete ragazzi io da piccola ero una pattinatrice professionista e non facevo altro che pattinare..." I bimbi si erano radunati attorno alla signora che aveva ormai cominciato a raccontare dei suoi successi, le vittorie, e il triste momento in cui la vecchiaia non le permise più di pattinare. I bambini avevano capito e, buoni che erano, l'avevano già perdonata. Tutto tornò alla perfezione e i bambini si divertirono per altri mille, milioni e miliardi di pomeriggi senza problemi, e la signora ormai si divertiva a guardarli facendosi venire in mente tanti ricordi.