Gli estremisti hanno dimostrato di chi aver paura: di una ragazza con un libro.

Mercoledí 9 Ottobre 2012, una ragazza attivista pakistana di quindici anni è stata vittima di un attentato di uomini armati. Sono saliti a bordo dell'autobus scolastico durante il suo ritorno a casa e hanno tentato di ucciderla sparandole alla testa e ferendo anche due amiche.

Malala Yousafzai già dall’età di tredici anni teneva un blog diventato famoso, nel quale denunciava il regime dei talebani pachistani contrari ai diritti delle donne e per questo aveva ricevuto numerose volte delle minacce da questi estremisti, i quali speravano di intimidirla ed impaurirla, convinti di fermare le sue ambizioni… ma in questo modo non hanno raggiunto il loro scopo, anzi, la sua paura e la sua debolezza si sono trasformate in coraggio e voglia di lottare per quello che è giusto.
Malala deve la sua forte personalità alla sua famiglia e soprattutto a suo padre, che l’ha lasciata volare e raggiungere i suoi obiettivi, mostrandole che nel mondo la femmina non è una schiava. Una ragazza ha il diritto di scegliere la sua vita. Non è solo una madre, né solo una sorella, neanche solo una moglie, ma una donna che può avere un'identità, può essere riconosciuta, può essere uguale all'uomo.
Questa giovane donna ha ricevuto il premio Nobel per la pace, condividendolo con Kalish Satyarthi, un sessantenne indiano attivista dei diritti dell'infanzia.
Dopo aver subito questo attentato, Malala si è trasferita da Peshawar, in Pakistan, a Birmingham, Inghilterra, dove c'è la sua nuova casa. Qui ha trovato molte differenze tra il Pakistan e l'Inghilterra: l'elettricità presente 24 ore su 24, l'acqua disponibile sempre, di giorno e di notte. Ha trovato un clima diverso e un migliore sviluppo tecnologico, culturale e sociale.
Ha ricordato al mondo come un ragazzo, un insegnante, un foglio ed una penna, possono cambiare la propria vita. Malala Yousafzai parla per tutte le ragazze pakistane prive di un'istruzione adeguata. Alza la sua voce, non per urlare ma in modo che anche i ragazzi senza una voce siano sentiti.
"Chi è Malala?" questa è stata la domanda posta alla quindicenne e alle sue amiche nell'autobus. Una domanda breve ma complessa: Malala è il simbolo dei diritti dell'infanzia, quella figura che ha dimostrato all'umanità che le penne e i libri sono armi molto più potenti dei fucili.
Forse, pensando alle vicende di Malala, tutti noi dovremmo cogliere al meglio le opportunità di studio che ci vengono date.