Nelson Mandela nacque il 18 luglio 1918, in Sudafrica, in un piccolo villaggio chiamato Mvezo. Il suo nome originale era Rolihlahla che in lingua isixhosa vuol dire “tirare il ramo dell'albero” o anche “piantagrane” (nome appropriato non credete?).

Nelson Mandela venne rinchiuso nella prigione di Robben Island nel 1964, all'età di 46 anni, condannato all'ergastolo per alto tradimento per aver combattuto contro l'apartheid (che in afrikaan vuol dire separazione) cioè la politica di segregazione razziale istituita nel dopoguerra dal governo dei bianchi in Sudafrica.

Le condizioni di vita nel carcere erano estremamente difficili: le celle erano molto piccole e spoglie, le visite rare e brevi  (ne veniva concessa una ogni sei mesi ), e i lavori forzati nella cava di calce erano duri. Nel 1977 la sua situazione migliorò: il lavoro forzato fu abolito e a Mandela venne concesso di coltivare un suo orto  Venne trasferito ancora due volte ma trascorse la maggior parte del tempo a Robben Island. Venne scarcerato il 2 febbraio 1990. In totale Mandela trascorse 27 anni della sua vita rinchiuso in una cella.

Nel 1994 Mandela vinse le elezioni e divenne Presidente del Sudafrica e,  per evitare una guerra civile, si pose come obbiettivo quello di unire la popolazione: i neri, la maggioranza più povera e i bianchi, la minoranza più ricca, divise da tempo. Per fare questo applicò la filosofia dell'”Ubuntu”, molto diffusa nell'Africa subsahariana e della quale era seguace, anche in campo politico; questa filosofia si può sintetizzare in questi tre concetti:

«Io sono quello che sono per quello che tutti siamo»
«Io sono perché noi siamo»
«Io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti»

Sono tre concetti fondamentali per una convivenza civile.   Da ciò si può capire perché Mandela una volta salito al potere non abbia cercato vendetta contro i bianchi: da parte sua per essere stato rinchiuso ingiustamente e da parte del resto della popolazione per essere stata per anni vittima di soprusi.

Nel 1995 il Sudafrica era la nazione ospitante la Coppa del Mondo di Rugby. Fu l'evento sportivo più imponente che il Sudafrica avesse mai organizzato, almeno fino ai mondiali di calcio del 2010. Nel corso di questa manifestazione, la crescita del tifo per gli Springboks (nome della nazionale di Rugby) aumentò anche nella comunità nera che è tradizionalmente appassionata di calcio. Lo slogan scelto dai sudafricani per il loro mondiale fu: "One team, one country" (una squadra, una nazione). Fu proprio durante il periodo del mondiale che l'arcivescovo Desmond Tutu definì il Sudafrica "the Rainbow Nation", la nazione arcobaleno. La manifestazione fu un trionfo anche a livello sportivo per il Sudafrica. Sconfiggendo Australia, Romania, Canada, Samoa e Francia ottennero l'accesso alla finale contro i tradizionali rivali neozelandesi. I sudafricani vinsero quella storica partita con il punteggio di 15-12 e il “drop”decisivo fu segnato dal mediano di apertura Joel Stransky, che assicurò la vittoria ai tempi supplementari.

Mandela è morto nel dicembre di quest'anno, all'età di 95 anni. In memoria di Mandela il suo nome è stato dato ad una particella nucleare(Mandela particle), ad un picchio preistorico (Australopicus Nelsonmandelai) e ad un'orchidea (Paravada Nelson Mandela).