L'albero del diavolo
 
Mi sembra ieri, quando io e la mia amica Diana, andavamo ogni lunedì, vicino a casa nostra per la scampagnata intorno all’Albero del Diavolo, oppure quando nel posto in cui oggi c’è il ristorante “La Favorita”

“Oh no…di nuovo…è sempre la stessa storia!!!!!”….questo è ciò che spesso e volentieri dicevo seccata, quando, all’altezza della curva del Municipio, la filovia si sganciava, e bisognava attendere fino a che l’autista non riusciva a riagganciarla…poi finalmente si ripartiva!!! Le filovie erano dei mezzi di trasporto usati qui al Lido, che andavano ad elettricità e per mezzo di una specie di antenna collegata ad un impianto presente nelle strade principali, 

Sorrido ripensando a quando,tanti anni fa, io e i miei amici, più veloci che mai scappavamo dai campi dopo aver rubato la frutta.
Ricordo bene un giorno quando il padrone del campo ci scoprì e ci disse di non tornare, allora noi, per dispetto, tagliammo l’albero.
E quando andavamo “in cerca” di vermi per pescare

“Muoviti Maria, manchiamo solo noi”. Ero eccitatissima perché era un giorno speciale: iniziava il torneo dei tre quartieri sotto casa mia, alle Case Rosse a Malamocco. Era un  torneo aspettatissimo,  ma purtroppo si faceva solo due volte all’anno. 

Siamo nel 1958 al Lido di Venezia, un isola situata nella Laguna, dove da pochissimi mesi non si parla che di una novità assoluta. Ma sento qualcuno che mi sta chiamando a gran voce. Eccoli!! I miei migliori amici, Gianfranco e Gianluca Segantin, sono loro che mi stanno chiamando

L’estate… Ah quanto era bella l’estate prima della guerra!
Nel 1930 tutti erano poveri e le vacanze e le ferie erano molto rare. 
In quel periodo avevo dieci anni, mia mamma stava sempre a casa ed io, che allora ero un po’ birichino, 

Anni 50, erano tempi in cui a Ca’ Bianca avveniva lentamente lo sviluppo residenziale dove prima c’erano grandi vigneti  con l’ uva disposta a pergolato, a raggio cioè in una lunga linea dritta e a Cassone con l’uva disposta all’esterno di un corridoio. 

 

“Eccoci arrivati….!!!!!” Diceva così mio papà ogni volta che, da Venezia, arrivavamo al Lido. Era felicissimo di “sbarcare” in un’ isola di carattere così campagnolo, e anche io.
Ci capitava sempre di vedere qualche nobile in villeggiatura venuto dalle Ville del Brenta, 

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